I LUOGHI COMUNI DELL’ACQUARIOFILIA – di Andrea Meazza

Ho il piacere di ospitare sul blog un amico di vecchia data ed esperto acquariofilo, titolare del negozio Girozoo Friulano a Udine. Profonda conoscenza sia per la realizzazione di vasche d’acqua dolce che marine, fanno di Andrea un punto di riferimento per tutti gli appassionati della regione. Esso stesso appassionato, nel suo negozio è possibile reperire, oltre a prodotti ed accessori delle migliori marche, anche specie non comuni di pesci ed invertebrati marini.

Di seguito qualche suo piccolo suggerimento. Ricordiamo che il negozio si trova in Viale Ferriere, 31 – 33100 Udine (UD)

 

Sono ormai una quarantina gli anni a cui mi sono dedicato all’acquariofilia, inizialmente da semplice appassionato ed in seguito come vero lavoro. In tutto questo arco di tempo devo dire che sono stati fatti parecchi passi avanti, soprattutto nella tecnica ed in parte anche nella gestione, ma bisogna dire che le nozioni base e l’ABC di un acquario sono gli stessi di quarant’anni fa. Possiamo inventare tutte le attrezzature che vogliamo e sperimentare tante nuove tecniche di gestione ma le leggi fisico-chimiche dell’acqua, così come l’etologia e l’ecologia  degli organismi che ci vivono sono e rimarranno gli stessi, per sempre.

Devo dire quando cominciai, negli anni ottanta, possedere un acquario era cosa abbastanza inusuale, poco comune, un hobby di nicchia. E trovare le informazioni a riguardo, e chi inizia ne ha grande bisogno, non era proprio semplice. L’unica fonte di informazioni, oltre al proprio negoziante di fiducia, risiedeva nella letteratura, scarsa anche quella (almeno in italiano) in quanto consisteva in pochi libri specializzati ed un’unica rivista, disponibile esclusivamente all’interno dei negozi di acquari. Io ebbi la fortuna di vivere in una grande città, dove esisteva un’associazione acquariofila, e di conoscere abbastanza bene la lingua inglese, così potei approfondire di molto le mie conoscenze sia scambiandosi esperienze tra i soci che leggendo vari testi esteri (dove questo hobby era ben più diffuso).

Al giorno d’oggi è tutto cambiato, grazie a INTERNET, per cui abbiamo milioni di informazioni a portata di mano sul nostro telefonino o CPU. Io mi sarei aspettato che, grazie alla rete, quasi tutti i dubbi, gli errori e le false verità di questo hobby si risolvessero, ed invece no! Cioè, dopo quarant’anni io sento ancora gli stessi dubbi, vengono fatti gli stessi errori e girano le stesse dicerie di allora! Questa cosa mi lascia perplesso, è come se non avessimo fatto passi avanti, ma capisco anche la gente che mi dice che è vero che su internet c’è di tutto…ma contemporaneamente si dice anche il contrario di tutto, per cui chi non è già esperto non sa a chi deve credere.

Questo articolo quindi si rivolge principalmente ai novizi, per sfatare molti miti e chiarire qualche nozione base.

Iniziamo dalla base base, e cioè dal classico pesce rosso:

Photo credit: https://www.ibrio.it/blog/15_pesce-rosso-la-cura-e-l-alimentazione.html

IL PESCE ROSSO

La prima cosa da dire è che un pesce rosso può vivere tranquillamente nella classica vaschetta o boccia, purché di dimensioni adeguate, senza filtraggio. Non è tanto importante il contenitore e la sua forma, quanto la gestione dello stesso, quindi cambi d’acqua e giusta alimentazione (mai esagerare!) sono importantissimi. Ho visto pesci rossi vivere in vaschette anche per quindici anni.

Assolutamente da sfatare è la leggenda che il pesce rosso nelle bocce gira in tondo e impazzisce! Nulla di più falso. A parte il fatto che vorrei capire come uno psicologo faccia a distinguere un pesce pazzo da uno sano, io non ho mai visto pesci girare in tondo nelle bocce. Sta di fatto che ci sono Regioni che sono arrivate a vietare la vendita delle bocce nei negozi, nel mentre però si possono vendere vaschette rettangolari, magari di 1 o 2 litri, assolutamente insufficienti come spazio vitale per un pesce!

Photo credit: http://angolidinatura.eu/shop/corydoras-paleatus/

I PESCI PULITORI

Questa è secondo me la leggenda più difficile da far morire nell’acquariofilia. Ancora oggi, come quarant’anni fa, mi entrano clienti in negozio chiedendomi: vorrei un pulitore da fondo e uno da vetro. Come se con quei due avessero risolto la pulizia dell’acquario. Ebbene chiariamo una volta per tutte che i pesci pulitori NON ESISTONO! Esistono pesci che si alimentano sul fondo, o meglio che vanno alimentati, oppure pesci che mangiano alghe e ci danno una mano nella pulizia del vetro, ma che vanno alimentati. Non esistono pesci che mangiano sporcizia o detriti che si accumulano sul fondo: quelli li dobbiamo togliere noi con opportune sifonature della ghiaia. Inoltre molti pesci di fondo, mi riferisco in particolare alle specie di Corydoras, non dovrebbero mai essere tenuti solitari in quanto in natura vivono in gruppi di centinaia di individui, quindi sempre allevarli in piccoli gruppi possibilmente della stessa specie. Quante volte ho visto un povero Corydoras solitario sempre fermo sul fondo, in contrapposizione allo stesso in un gruppo che si muove continuamente e con vivacità.

Photo credit: http://www.petmagazine.it/pet/betta

IL PESCE COMBATTENTE

Altro pesce molto bistrattato è il Betta splendens, o pesce combattente. Mi giunge spesso notizia che questo pesce viene venduto in bocce o vaschette alla stregua dei pesci rossi, da parte di venditori furbi o incompetenti. In linea teorica questo pesce può vivere in pochissima acqua, in quanto in grado di assumere anche ossigeno atmosferico grazie a un organo particolare, il labirinto. In pratica esso è un pesce tropicale a tutti gli effetti e quindi necessita di un acquario riscaldato e filtrato, in quanto le varietà dalle lunghe pinne che sono state selezionate potrebbero essere più soggette a infezioni. È vero che la vasca può essere piccolissima, anche pochi litri, purché riscaldata, filtrata e con coperchio.

Altra leggenda che sento spesso è che il Betta non possa vivere con i guppy e con gli scalari. Quella sugli scalari è pura falsità, e non capisco da cosa abbia avuto origine. Forse uno scalare territoriale che attaccava il Betta? Bè, ma in quel caso attaccherebbe tutti i pesci dell’acquario che entrano nel suo territorio. Per quanto riguarda il guppy (maschio) è una mezza verità, in quanto teoricamente un Betta potrebbe confondere un guppy avente una grande coda colorata con un maschio della sua specie, cosa che potrebbe accadere forse in una piccola vasca con solo un maschio di guppy e uno di Betta insieme, ma io allevo regolarmente questi pesci insieme in vasche di comunità e di norma si ignorano. C’è da dire anche che qualche esemplare di Betta ha un caratterino molto irrequieto (anche qualche femmina!) ma comunque lo è anche con tutti gli altri pesci. Pertanto l’accostamento ai Guppy, in particolare quelli con code sviluppate, è sempre da valutare molto attentamente se non da evitare per chi è alle prime armi.

Da notare inoltre che il Betta essendo un micropredatore sistematico, nella maggioranza dei casi non lascerebbe scampo agli avannotti di altre specie.

Un saluto e vi aspetto a Udine nel mio negozio: Girozoo Friulano viale Ferriere 31 – Udine

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