Mikrogeophagus altispinosus

Dato che non ho mai allevato personalmente e nemmeno riprodotto questo bellissimo Ciclide nano, ho il piacere di ospitare Federico Favotto e parte del suo relativo articolo sul mio ma ormai anche vostro Blog di informazione ittica. Buona lettura

Mikrogeophagus altispinosus è un ciclide nano diffuso principalmente nella parte boliviana del bacino del Rio delle Amazzoni.In passato, era stato identificato con Crenicara altispinosa e Papiliochromis altispinosus.

Per quanto riguarda l’etimologia del nome, Mikro viene dal greco mikros, che significa piccolo mentre geophagus deriva dalle parole greche gea+phagein cioe che si nutre di terra. Altispinosus, invece, deriva dal latino altus+spinosus, ovvero alto+appuntito, con riferimento alla caratteristica pinna dorsale.

Una bellissima foto di Federico che ritrae un maschio in parata

Distribuzione in natura

Mikrogeophagus altispinosus è una specie endemica del bacino amazzonico.
Viene chiamato anche “ram boliviano” (in inglese ha anche altri nomi come “bolivian ram”, “Bolivian butterfly” o “ruby crown cichlid” [2]).
Si trova nell’area attorno al confine settentrionale della Bolivia, vicino al Brasile. In particolare, diversi esemplari sono stati trovati vicino all’immissione del Rio Mamoré sul Rio Madeira.Area di maggior diffusione di Mikrogeophagus altispinosus.

Habitat naturale

L’habitat preferito dai piccoli boliviani pare essere tra i ruscelli affluenti, le zone di esondazione e piccoli laghi che si formano attorno ai due fiumi citati sopra.

Il fondale è caratterizzato da substrati di sabbia e fango, dove il Mikrogeophagus passa la maggior parte del tempo.

Il colore dell’acqua è chiaro, a differenza di altri fiumi che meglio caratterizzano la fama del bacino amazzonico.
Diverse analisi di questi corsi d’acqua evidenziano una bassa concentrazione di tannini e, infatti, Rio Mamoré e Rio Madeira vengono classificati tra i fiumi di acqua chiara, o bianca, del complesso idrologico del Rio delle Amazzoni.
Per esempio, la visibilità del Madeira infatti non supera i 60 cm: per questo viene classificato come “bianco”.

La conducibilità varia tra i 40 e i 140 μS/cm e il loro pH è quasi vicino al neutro.

Durante l’anno sono evidenziabili due stagioni: in una, durante i nostri mesi invernali, il livello dell’acqua è molto basso, e la conducibilità tende all’estremo superiore. Al contrario, nei mesi per noi estivi, il livello dell’acqua si alza, abbassando la conducibilità verso l’estremo basso[1].
I parametri dell’acqua durante l’anno cambiano abbastanza, almeno nei due fiumi principali. Gli effetti delle piene portano considerevole detrito, che andrà a formare il fondale caratteristico delle zone abitate dai bolivian ram.
Il DOC (Carbonio Organico Dissolto) si avvicina a una media di circa 270 mg/l, ma con varianza abbastanza elevata.

Un’altra bella foto di Federico: in questo caso una bella femmina

Descrizione

Sono caratterizzati da colori meno sgargianti dei cugini dell’Orinoco (Mikrogeophagus ramirezi), tratto probabilmente derivante dalle acque più chiare che abitano gli Alltispinosus.

Hanno una pinna caudale con le estremità leggermente allungate, la parte inferiore e superiore di essa è di un rimarcato colore rosa/fucsia.
Le pinne laterali sono leggermente inclinate verso l’alto, probabilmente per facilitare il nuoto vicino al substrato.
La dorsale è ben sviluppata, con circa 22 raggi, le prime tre punte sono caratterizzate da un colore nero verso la fine, mentre le altre terminano con un tocco di rosa.
La pinna anale e le pettorali sono rosa intenso, ma in base all’umore del pesce potrebbero cambiare.

Nel periodo riproduttivo sono uno sfoggio di colori e, in generale, se in condizioni idonee non hanno nulla da invidiare ai cugini più famosi.

Tuttavia, se tenuti male, non offriranno altro che colori spenti vicino al giallino, una riga nera poco rimarcata ed evidenti segni di stress.

Se tenuto nelle condizioni corrette, i colori possono essere fantastici, come si vede nelle foto seguenti scattate dall’autore, Federico Favotti, che ringrazio per la sua cortese collaborazione.

Per approfondire riproduzione e altre specifiche biologiche rimando all’articolo completo di Federico al seguente link:

https://acquario.top/mikrogeophagus-altispinosus/

Foto e Testo: © Federico Favotto –

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