Pescare in Friuli Venezia Giulia: ETP un esempio da imitare
Il ponte sul fiume Resia a Resiutta

Pescare in Friuli Venezia Giulia: ETP un esempio da imitare

Certo, la fortuna di avere tanta acqua e per di più notevolmente più pulita della zona dove vivo (Milano in particolare, praticamente Lombardia) è un bella fortuna, ma quanti questa fortuna sanno veramente gestirla al meglio? Molto pochi (Friuli), mentre invece la maggioranza non riescono ad avere una gestione generalizzata delle proprie acqua (Valle d’Aosta, Piemonte, Trentino….) demandando la gestione a miriadi di riserve che se dovessimo fare una licenza annuale per ognuna di esse uno stipendio di 1 anno non basterebbe.

Il Tagliamento: regno delle Marble e fino ad alcuni anni fa anche dei Pinna Blu

Cerchiamo quindi di analizzare in sostanza queste differenze nella gestione delle acque.

Per lo più la parte occidentale della Pianura Padana, Po e suoi affluenti che sgorgano dalle Alpi delle province di Torino e Cuneo nonché il bacino della Dora Baltea, pur avendo acque di alta qualità e prettamente da Salmonidi e Timallidi, si presentano agli occhi dei pescasportivi infarcite di riserve e riservette, dove se vuoi pigliare qualche pesce di taglia si è obbligati a sborsare diverse decine di euro. In un posto bellissimo come il Trentino, si assiste alla stessa frammentazione in “appezzamenti da pesca” ognuna magari con un prezzo diverso. Se il Piemonte è frammentato in una moltitudine di riserve , la Valle d’Aosta certo non può sorridere, con i suoi fiumi e torrenti un po’ maltrattati da opere varie (pulizia delle stalle, cementificazioni, captazione, ecc……), ciò nondimeno le sue acque risultano popolate da pesci attraverso una appena sufficiente attenzione da parte degli organismi preposti; mentre in Lombardia e in Piemonte, taluni corsi d’acqua risultano pescosi solo dopo semine “one shot” (apertura) o le gare di Pesca, in cui ben difficilmente le catture superano la misura minima per un sano divertimento, che nei Salmonidi e Timallidi è per me è dai 40 cm in su, in Trentino e Valle d’Aosta per lo meno vi è una presenza ittica abbastanza costante.

Il fiume Resia: nelle sue acque cristalline in pochi anni di gestione oculata ci sono solo Marble

In Lombardia l’antitesi della gestione ottimale è il povero Torrente Pioverna in Valsassina: un posto bellissimo ma in preda a una gestione dissennata, con ripopolamenti di materiale adulto per gare e pronta pesca, dove fino a qualche anno fa aveva dato discreti risultati l’inserimento di Temoli che haimè dopo un primo periodo che lasciava ben sperare, sono scomparsi nell’arco di un paio di anni, causa prjncipale il totale menefreghismo dei pescatori la maggior parte dei quali incline solo a riempire la padella: per la grigliata di Pasqua andate all’Esselunga dove una fottuta iridea di 4 etti vi costa 3 eu!!!!!!

Il Fiume Fella: fino al 1994 densamente popolato dai Pinna Blu. Dopo la grande alluvione dell'autunno di quell'anno la popolazione non si è più ripresa. Ora presenti molte Marble

E adesso vediamo invece quali sono le principali qualità della gestione da parte dell’E.T.P. Ente Tutela Pesca del Friuli Venezia-Giulia.

La prima cosa che salta all’occhio è il divieto ASSOLUTO in tutta la regione dell’utilizzo della larva di mosca carnaria, alias cagnotto, alias bigattino, oramai da tempi immemori.

In secondo luogo il divieto ASSOLUTO in tutta la regione di strumenti quali TEMOLERA, CAMOLERA e BALLERINA: non voglio in questa sede dilungarmi sul perché di queste 2 principali differenze; persone perspicaci ed acute possono tranquillamente arrivarvi da sole!

Il Torrente Cellina, anch'esso fino ad alcuni anni fa densamente popolato di Temoli. - photo credit web

Oltre poi ad offrire ripopolamenti mirati in base alle varie esigenze, studiate in stretta collaborazione con il dipartimento di Biologia delle Università di Trieste e Udine: con questi istituti difatti l’E.T.P. ha stipulato una convenzione con cui finanzia gli studi che hanno per oggetto l’ittiofauna della regione; esempio su tutti ne è il progetto Marmorata che in estrema sintesi vieta nelle acque in cui il Salmonide sia in grado di riprodursi, il ripopolamento, nella fattispecie di Trota Fario che tramite ibridazione porterebbero ad estinzione la pregiata Marmorata.

Grazie a queste attenzioni ad esempio il fiume Resia (sicuramente tra i più difficile da approcciare a causa delle sue acque cristalline e il pesce selvatico) nell’arco di alcuni anni ha una popolazione di Salmonidi rappresentata al 99,99% da trote Marmorate!!

L'alto Resia

Un altro particolare che desidero mettere in evidenza è la grande professionalità dell’Ente e degli scienziati che collaborano con esso, dato che proprio per questa iniziativa, molti anni fa, sono stati effettuati studi altamente approfonditi a livello genetico al fine di selezionare esemplari riproduttori di Marmorata “puri” derivanti da 2 ceppi ben distinti: il ceppo “Tagliamento” e il ceppo “Isonzo” che si contraddistinguono per una marmorizzatura più evidente negli esemplari appartenenti al primo ed in una livrea più scura e meno screziata di bianco per i membri del secondo.

Il torrente Raclaniz affluente del Fella: vanta per lo più Fario di discreta taglia e molto smaliziate
L'acqua cristallina del Raclaniz si può anche bere

beato chi le ha prese, perché io in questo bellissimo fiume, a mosca, prendo solo Cavedani, Aspi e Scardole, mentre in Friuli la cattura di questi Salmonidi è all’ordine del giorno; chissà perché ?

La suddivisione in 15 collegi estremamente autonomi, permette di avere una gestione elastica e calibrata alle esigenze specifiche della zona.

 

Limiti di cattura e di misura molto restrittivi rispetto al resto di Italia danno i frutti sperati, abbinati anche all’estremo amore che hanno le genti di questi luoghi per la loro terra e i loro animali.

Molti fiumi sono in parte o totalmente adibiti alla pesca esclusivamente con l’artificiale: in questo caso l’esca dovrà essere priva di ancorette e munita di amo singolo privo di ardiglione.

Nel collegio 8 (uno dei più ricchi di pesce) è tassativamente vietato il ripopolamento con materiale adulto e le gare di pesca sono addirittura TABU’.

 

Sicuramente ci sono collegi gestiti meglio di altri, ma tutti comunque sono in grado di offrire divertimento che in altre regioni d’Italia possiamo solo immaginare e a costi molto contenuti.

Ah, dimenticavo un particolare, nemmeno troppo irrilevante: il costo della licenza per pescare in questa meravigliosa regione è nettamente inferiore rispetto al prezzo medio delle licenze italiane, ad eccezione della governativa e della FIPSAS, che per quello che fanno per la salvaguardia delle acque interne e delle specie ittiche a rischio di estinzione sono pure troppi.

Il Raclaniz impervio e selvaggio. Le sue Fario hanno la vista acuta come Aquile. Essere silenziosi ed invisibile è d'obbligo se non si vuole cappottare

Certo, non stiamo parlando di Austria o Slovenia, Canada o Alaska, ma della nostra povera Italietta. Concludendo mi sembra doveroso il paragone con altre realtà dove se si desidera divertimento e adrenalina pura si è costretti a sborsare cifre considerevoli, non si ha la comodità di un permesso regionale (bensì settoriale); per non parlare dello stato dei corsi d’acqua, ridotti spesso (come in Val d’Aosta) a canaloni di cemento dove potrebbe essere pure pericoloso esercitarvi questo sport.

Purtroppo negli ultimi anni anche in Friuli si è abbattuto il flagello Cormorani: se le trote riescono a reggere questo impatto devastante (in taluni casi paragonabile allo scempio dovuto a inquinamento massiccio o asciutta di un corso d’acqua), non è così per i temoli che hanno un comportamento meno furtivo: i Cormorani hanno spazzato via intere generazioni di temoli, lasciando solo alcuni esemplari delle classi più elevate e gli avannotti: le classi intermedie di futuri riproduttori sono addirittura assenti.

 

E’ un flagello che bisogna contrastare ad ogni costo, perchè non dimentichiamo che se il cormorano è pure protetto (mortacci sua non si capisce perché) il temolo e la marmorata non lo sono!!!!

In altri stati (Austia e Slovenia) a protezione e tutela della fauna ittica vengono programmati abbattimenti selettivi, a cui inevitabilmente dovremo adeguarci anche noi se vorremo non vedere scomparire i pesci più pregiati che abbiamo, che ricordo essere endemici italiani: la trota Marmorata e il Temolo Pinna Blu.

Un Pinna Blu del Resia che verrà prontamente rilasciato

E’ora di cambiare.

E’ora di fare le cose fatte bene.

E’ora che noi, pescasportivi, iniziamo a difendere i nostri interessi, cioè il nostro divertimento attraverso una gestione della pesca ecocompatibile ed un’evoluzione della mentalità medievale e rapace che alberga ancora nei più, in una nuova coscienza, moderna, che abbia come oggetto il divertimento all’insegna del rispetto dell’ambiente e non la padella.

E’inutile cercare paradisi strani in Austria o Alaska: è qui che le cose devono e possono cambiare, la speranza è soprattutto nelle nuove generazioni che hanno preso coscienza del danno perpetrato fino ad ora dai loro avi.   

 

PREDICA E PRATICA IL CATCH AND RELEASE – Anche i tuoi figli e nipoti potrebbero un giorno divertirsi pescando.

 

Ciao a tutti

 

Foto e Testo: © Maurizio Vendramini per Zio Pesce.blog – ogni riproduzione vietata

 

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