Tommaso Mole’: quando un allevatore diventa leggenda!
Nella foto io e Tommaso alla conferenza GAEM del 2001 di fronte ad alcune centinaia di persone interessatissime!

Tommaso Mole’: quando un allevatore diventa leggenda!

Tommaso Molè è nato a Pizzo Calabro (Vibo Valentia) nel 1948.
Nel 1970 allestisce il suo primo acquario, trasferendosi nel frattempo a Milano. Alla fine degli anni ‘70 aveva già un suo piccolo allevamento con un’ottantina di vasche in uno scantinato; qui già allora riproduceva in grande numero la maggioranza dei pesci più commerciali come Guppy, Xipho, Black Molly, Velifera, piccoli ciprinidi come Barbus, Tanictis, Brachydanio e Caracidi come Gymnocorymbus ed Hemigrammus nonché Betta, Tirichogaster e Colisa e diverse specie di Loricaridi e Callichthyidi.
Nel 1976 apre insieme al fratello il negozio “la Cabomba” a Rho, nell’hinterland Milanese: forse unico negozio in Italia dove il 99% dei pesci in vendita erano “Made in Italy”.
Tommy versione Lupo di Mare
Tommy nel suo negozio
L'altra sua grande passione: il volo

Proseguendo e ampliando l’allevamento arriva a produrre circa 60.000 pesci l’anno di circa 100 specie diverse fra cui a livello pionieristico e limitato anche alcune specie di Amphiprion, con risultati altalenanti.

Alcuni anni dopo, un violento nubifragio distrusse l’allevamento. L’attività di riproduzione venne interrotta fino al 1992, quando nel retro del negozio ricominciò con nuovo entusiasmo a riprodurre ed allevare pesci “difficili” come Discus, vari Ciclidi nani e quantità enormi di Paracheirodon innesi.

La grande capacità e sensibilità del personaggio consente all’attività commerciale di essere autosufficiente per quel che concerne il vivo: nei 20 m2 del retro del negozio ogni anno vengono riprodotti e fatti crescere oltre 15.000 pesci!

Gli Hasemania nana
I Gymnocorymbus tenetzi
i Pristella maxillaris

Tommaso Molè può essere senza dubbio annoverato come un fuoriclasse dell’acquariologia Italiana, una persona che non amava le luci della ribalta ma che parimenti operava con serietà maniacale e con la massima attenzione ai particolari biologici fondamentali, un’attività senza fronzoli o vana accademia: è infatti con mezzi semplici ma biologicamente precisi e tantissima sensibilità che ottiene risultati fuori dal comune: FATTI non TEORIE!

La sua lunga e vasta esperienza ma soprattutto i risultati tangibili possono tranquillamente consentirgli di essere ancora denominato il più grande allevatore italiano e sicuramente tra i maggiori a livello internazionale.

I SUOI Apistogramma agassizi
La vaschetta di riproduzione di A. agassizi
La femmina di A. agassizi intenta a curare le uova

L’incontro col MAESTRO avvenne alla fine degli anni ‘90, quando grazie al suggerimento di alcuni amici appassionati mi recai nel suo negozio a Rho. Già a quel tempo riproducevo diversi ovipari, tra cui i Neon, che ai tempi era cosa non comune.

Cosi parlando del più e del meno, capendo che non ero uno “sciacqualattughe” bensì un profondo appassionato, con il passare del tempo avemmo modo di entrare in profonda sintonia. Tommy non dava confidenza a tutti, anzi a molti era addirittura antipatico, soprattutto a certi espertoni che si riempivano la bocca di paroloni altisonanti ma che poi in concreto avevano allevato a malapena pesci rossi (con tutto il rispetto per i Pesci Rossi), si insomma quelli che oggi definiremmo i classici “Leoni da Tastiera”, che allorquando chiedi documentazione a supporto delle loro affermazioni,……….. puffff….. svaniscono nella nebbia di vane divagazioni.

Tommy e i Cavallucci Marini Beby
La vaschetta di accrescimento per i cavallucci neonati

Dopo diversi mesi di incontri e di confronti sui metodi migliori per la riproduzione e l’allevamento dei pesci e avermi scannerizzato anche la punta dei capelli, mi aprì il suo antro delle meraviglie (off limits ai comuni mortali che manco l’Area 51) cioè il retro del suo negozio che riassumendo era: poco spazio, pochi mezzi essenziali, una marea di pesci!!!!!!!

Gli Hyphessobrycon bentosi di Tommy

 

Dai Discus ai Neon, dai Guppy agli Aphyosemion (e anche pesci marini come Amphiprion, Dascyllus e Chrysiptera, la cui riproduzione, sebbene solo tentata per le ultime 2 specie, a quei tempi era cosa addirittura marziana)!!!!!!

Alla faccia dei sacri testi!!!!

Decine se non centinaia di pesci in pochi litri d’acqua!!!!!!!!!!!!!!

I Cavallucci beby sono fra le creature più delicate. La proporzione con un dito
Un bel primo piano di Cavalluccio beby

Ma soprattutto in uno stato di salute ottimale e mai visto in nessuna vasca di vendita e in poche vasche degli appassionati.

Senza ormoni, senza additivi strani, senza antibiotici, ma semplicemente utilizzando con sagacia e intelligenza in relazione alle specie allevate, abbinamenti bilanciati tra mangimi commerciali e per acqua cultura; sì insomma pesci Italiani, nati e cresciuti qui e molto più adattabili alle nostre acque, con tassi di mortalità (sia in allevamento che venduti) irrisori rispetto alle medie normalmente riscontrate con altri operatori commerciali.

Da un punto di vista biologico avevamo molto in comune, tranne la quantità di pesci prodotti.

Io e Tommy di fronte alla platea del Seminario GAEM del 21/10/2001

E fu proprio per questo motivo, la grande convergenza di idee e modalità sulla gestione ottimale delle specie ittiche nei nostri acquari, che lo convinsi a partecipare  al 4° Seminario GAEM .

Sebbene Tommy fosse restio alle luci della ribalta, non potevo permettermi il lusso di non presentare un personaggio di questo calibro al Convegno.

Fu cosi che dopo diverse richieste lo convinsi a condividere con tutti gli appassionati Italiani le sue meraviglie e la sua conoscenza della vita intima dei nostri pesci, a patto che fossi anche io al suo fianco: onorato di questa sua alta considerazione, ci ritrovammo domenica 21 Ottobre 2001 di fronte ad una platea di alcune centinaia di persone (mi pare 500) entusiaste e ansiose si scoprire le meraviglie della nascita e i segreti per l’accrescimento e la salute dei nostri pesci.

Fu un grande successo, come tutto il seminario del resto con un’affluenza di pubblico da tutta Italia che oggi si fa fatica solo ad immaginare.

Io e Tommy in foto su una rivista accanto a nomi di fama internazionale come Claus Christensen e Peter Wilkens. E altri nomi di Spicco Italiani come Giovanni Camera Roda, Andrea Meazza, Walter Peris e Alessandro Rovero

Ma torniamo alla nostra storia. A quei tempi, tra la fine degli anni ’90 inizio 2000, per divertimento e grazie anche ai suoi suggerimenti ero arrivato a fare un paio di migliaia di pezzi l’anno tra Caracidi, Ciprinidi, Labirintidi, Loricaridi e Callichthyidi. Ovviamente ero distante anni luce da lui, ma su una cosa ero riuscito a battere il maestro: i Cardinali 🙂

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I MIEI Cardinali
I SUOI Scalari. La vaschetta di una decina di litri in cui faceva schiudere le uova
La stessa vasca con le larvette di Scalari: notare il quantitativo di naupli di artemia somministrato
Scalarini di un paio di mesi

A quel tempo ero riuscito a riprodurli: un mezzo insuccesso dato che avevo ottenuto poco più di una trentina di soggetti adulti: 10 ne regalai al MAESTRO, a cui brillarono gli occhi come un bimbo con il gelato!

Non seppi mai se riuscì a riprodurli; la sua battaglia contro una brutta malattia non gli regalò forse mai questa soddisfazione e mi tolse per una seconda volta un Papà.

Tommaso non amava la ribalta, si faceva beatamente i fatti suoi, non aveva bisogno di comparire, lui ERA, ed è ancora per me l’essenza dell’acquariologia.

La sua vasca da riproduzione per Discus
Tommy ispeziona ogni litro d'acqua del suo allevamento
Coppia di Discus che ha appena deposto sul vetro
Uno dei riproduttori ventila le uova deposte sul vetro
Piccoli Discus allevati artificialmente
Giovani Discus in accrescimento in una vasca di circa 500 L
Un giovane esemplare di circa 6 mesi
I giovani in accrescimento venivano nutriti con cibo variato 4/6 volte al giorno

Ammetto che nello scrivere queste righe è possibile che una lacrima sia scappata, ma ho avuto la fortuna di lavorare con lui, di conoscerlo da vicino e di capire che per gli animali in generale e in acquariologia in particolare, la parola d’ordine è prima di tutto sensibilità!

Ti ho voluto ti voglio e ti vorrò sempre bene……… un maestro per sempre tale, come te fino ad ora nessuno e non so se ci sarà mai qualcuno che possa anche lontanamente arrivare ai tuoi livelli qui in Italia, e forse nel mondo.

Peccato che il destino porti via sempre le persone prima del tempo, un Universo di conoscenza che per la maggior parte è andata via con lui ma che avrebbe senza dubbio meritato una maggiore e più ampia diffusione.

Ci tengo a ringraziare sua moglie Grazia e i suoi figli Raffaella e Ivan che mi hanno consentito di scrivere questa breve biografia affinchè il suo ricordo possa fluire ovunque come l’acqua dei nostri acquari.

Ciao Tommy, ovunque tu sia, ricorda che se qui in Italia nasce qualche pescetto, io penso proprio che dietro ci sia sempre il tuo zampino😉

 

Foto e Testo: © Maurizio Vendramini per Zio Pesce.blog – ogni riproduzione vietata – per gentile concessione Grazia, Raffaella e Ivan Molè.

 

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