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Esemplare maschio di Guppy

Guppy: tutta la verità sulle origine e come allevarlo.

In queste brevi righe è mio intento dare notizie sulle reali necessita del pesce più famoso del mondo, sfatando le leggende metropolitane che lo descrivono come pesce esclusivamente d’acqua dura: andate a cercare su Wikipedia da dove arriva e vedrete che non è così.

Guppy femmina
Maschio di Guppy: il dimorfismo sessuale è palese

Quindi non mi dilungherò su varietà, biologia e comportamento, informazioni di cui il web è infarcito di notizie riportate da esperti più o meno comprovati, bensì cercherò di mettere come al solito in evidenza aspetti poco conosciuti e trascurati o addirittura ignoti delle specie che ho avuto modo di allevare.

Areale di origine by Wikipedia

I Guppy ( Poecilia reticualta) sono una specie pantropicale (vivono anche in Africa e Asia, Nord America, Australia e perfino in Nuova Guinea ed in alcune acque termali italiane…); a supporto di tali informazioni allego il seguente link: https://www.researchgate.net/figure/Cumulative-percentage-of-countries-subject-to-guppy-introductions-over-time-Only-those_fig2_51679853

Distribuzione mondiale Guppy. In verde luoghi di origine

Vivono e si riproducono senza problemi in acque con pH da 4,6 e conducibilità 10 microSiemens (us) quindi con GH e KH molto inferiori ad 1, fino ad acque con 15 grammi di sale marino per litro, e addirittura possono vivere abituandoli gradualmente anche in acqua marina in cui trovano habitat ideale nei Mangrovieti.

Allego qui uno studio universitario sulla diffusione dei Guppy nel Rio Negro (in cui assieme a Brachydanio Xipho e Platy è alloctono e invasivo) e le rilevazioni dei
valori : https://zookeys.pensoft.net/article/32055/

Specie alloctone invasive Rio Negro
Guppy Rio Negro
Guppy Rio Negro

Già nel 1997 Wolfgang Staeck ha pubblicato un articolo su Aquarium Oggi  in lingua italiana che parlava di siti di ritrovamento in acque da “Cardinali”, riportando i valori delle acque in cui vivevano i Guppy: nel Suriname River (Coropina Kreeck, villaggio Republiek) sono stati rinvenuti con conducibilità 20 us, GH e KH inferiori a 1 e pH 4,6.

Nel bacino dell’Orinoco (Cano Cocuina) sono stati rinvenuti con pH 6,2 conducibilità 30 us GH e KH <1.

Nell’Essequibo River sono stati campionati Guppy in acque con pH 6,3 e conducibilità tra 10 e 20 us a secondo del punto di campionatura.

 

Su Aquarium, Staeck cita anche le rilevazioni effettuate in natura da Kempkes e Bork & Machnik nel 1994 e 1995.

Contemporaneamente nel n 3 di Marzo 1997 Horst Linke fornisce dati simili con luoghi di rinvenimento differenti sulla rivista Aquarium (il n 1 di Aquarium Oggi e il n 3 di Aquarium) e anche il titolo dell’articolo di Linke la dice lunga “Qual è l’acqua giusta per un Guppy? Un cosmopolita sempre contento.”
Un articolo a cui hanno fatto seguito altri di studi che confermano l’estrema adattabilità a valori biochimici con ampio delta.

Paracheirodon axelrodi, può convivere con i Guppy a patto di mantenersi a valori di pH neutro, cioè intorno a sette o meglio lievemente acido. Valori troppo alcalini non giovano a questa specie.
Un bellissimo Guppy maschio; la convivenza con i Cardinali è possibile: provengono dallo stesso areale, sebbene in acquario saranno i Guppy ad adattarsi ad acque neutre o lievemente acide e non viceversa.

In virtù di quanto sopra riportato da illustri esperti di fama mondiale, in base alle mie personali esperienze, sentito molti altri appassionati preparati, mi sento di rispondere all’annosa questione che pongono molti appassionati: “ma Guppy e Neon, o Cardinali, possono convivere?” ebbene la risposta non può essere che SI, avendo l’accortezza di adattare i Guppy ad un’acqua più morbida e non viceversa, perché obbiettivamente un cardinale a pH oltre 8 non so quanto sia felice delle cosa; mantenere una concentrazione idrogenionica neutrale (pH 7) soddisfa senza problemi entrambe le specie.

Personalmente ho allevato Guppy con successo sia in acqua tenera e acida che in acqua salmastra e in taluni casi anche in acqua marina laddove non vi era eccessiva corrente (sebbene ottimi nuotatori non amano acque troppo mosse).

Il fattore comune a tutte le acque in cui vivono i Guppy è la disponibilità di cibo altamente proteico (larve di zanzara o altri microinvertebrati) e fortissima presenza vegetale e/o algale, tra cui questa specie trova rifugio e nutrimento.

Pertanto quando nel 90% delle vasche degli appassionati ci troviamo di fronte a vasche semi spoglie, con 4 piante e un palombaro e in cui la somministrazione di cibo avviene si e no 1 volta al giorno e magari con digiuno settimanale, non dobbiamo meravigliarci se i nostri amici con le pinne cadono spesso vittima delle più disparate patologie: penserete mica veramente che i Guppy possano campare con 4 coriandolini colorati somministrati 1 volta al gg, vero?

Consiglio dello Zio: provare a nutrire i vostri Guppy almeno 1 volta al gg con Chironomus e Artemia congelati e fornite loro cibo vegetale e un habitat ricco di piante…….. poi ne riparliamo!!!!!

C’è solo un modo per tenere bene questa specie, che è giustamente ritenuta dagli esperti “COSMOPOLITA”: alimentazione abbondante e altamente proteica accompagnata da verdura e habitat fittamente piantumato o con abbondante presenza algale.

Ricordatevi che gli esemplari migliori e più robusti sono quelli nati nelle vostre vasche e che conviene sempre prendere più femmine che maschi non per un discorso di stress da parte dei medesimi verso le femmine (con quelle code cosa volete che stressino che non riescono manco a nuotare,) bensì per avere un più abbondante n di piccoli nati in “casa”.

Viceversa per le varietà ancestrali in cui il testosterone nei maschi è ben evidente è indispensabile una maggiore presenza femminile!!!!

In sintesi i Guppy Made in Italy e possibilmente allevati all’aperto da fine Aprile a Settembre dono sicuramente i migliori.

Per concludere mi preme sottolineare e al contempo smentire categoricamente una colossale Fake News che sta dilagando sul web preoccupando non poco gli appassionati.

Purtroppo si stanno diffondendo notizie estrapolate in modo superficiale da alcuni studi che indicano il Guppy come portatore sano di alcune patologie tra cui flagellati (non esistono pesci portatori sani di flagellati poiché fanno parte della normale flora intestinale dei pesci e che solo a causa di stress possono diventare patogeni).

Talune ricerche effettuate negli allevamenti del Sud Est Asiatico, rilevano che dall’introduzione  di questa specie in alcuni corsi d’acqua e bacini idrici (in letteratura viene riportata la diffusione di Camallanus da parte di Guppy provenienti dall’Indonesia in allevamenti ittici Coreani), le specie indigene abbiano iniziato a soffrire di alcune patologie, traendo in inganno alcuni studiosi e moltissimi appassionati che in modo superficiale hanno indicato i Guppy come vettori di malattie, dimenticando che qualunque immissione dovrebbe prevedere protocolli sanitari e controlli specifici onde evitare proprio ciò che è successo in Corea.

Quindi è solo la quarantena errata che ha portato la diffusione di patogeni. Ad un più attento approfondimento, si può evincere che la diffusione di malattie può essere comune a tutte le specie che vengono introdotte in nuovi ambienti senza le dovute precauzioni sanitari.

Nel seguente link lo studio in oggetto, ma che ritengo non abbia sufficiente approfondimento e analisi per giungere alla conclusione di collegare di default Guppy/Untore – https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0044848601006913

Se non viene seguita una rigorosa profilassi sanitaria, ogni organismo di nuovo inserimento è potenzialmente una bomba biologica.

E’ sempre l’uomo che nella sua superficialità e onnipotenza squilibra gli ecosistemi e non i poveri Guppy.

Di seguito uno studio su 8 specie amazzoniche, tra cui Cardinali e Scalari, su cui sono stati rinvenuti sia ecto parassiti che endo parassiti tra i quali anche Procamallanus sp. (peraltro di facile e semplice eradicazione con gli appositi rimedi), cioè lo stesso genere di parassita trasmesso dai Guppy in Corea e di cui si narra, falsamente, che il povero Guppy ne sia un portatore sano. Lo studio sotto ripostato è la prova inconfutabile che qualunque pesce non quarantenato a dovere potrebbe essere una potenziale minaccia biologica: https://www.scielo.br/scielo.php?pid=S1984-29612010000200007&script=sci_arttext&tlng=en

Al povero Guppy è inoltre attribuita (poverino tutte a lui!!!!) la veicolazione come portatore sano di Cryptosporidium, rinvenuto anche nel Lago di Ginevra, che notoriamente non ha popolazioni di Guppy: https://www.researchgate.net/publication/281293261_Identification_of_Cryptosporidium_Species_in_Fish_from_Lake_Geneva_Lac_Leman_in_France

Se è vero che un Guppy malato potrebbe essere vettore di patologie, lo è nella stessa misura di altre specie non quarantenate e per qualunque patologa: dall’ Ictio alla Costia, dal Piscinoodinium ai Gyrodactylus, cioè gli stessi parassiti trasmissibili da un cardinale, uno scalare o un Pesce Rosso che non abbiano avuto la corretta quarantena!!!!!

Pertanto in considerazione delle precedenti evidenze, se un Guppy ha seguito una corretta profilassi sanitaria, non dobbiamo avere alcun timore per il suo acquisto.

E con lo sdoganamento dei nostri Lebistes reticulatus da false paure divulgate superficialmente ed erroneamente su Web, lo Zio vi saluta sperando di aver fatto chiarezza sulla vera natura del pesce più famoso del mondo 😊

Foto e Testo: © Maurizio Vendramini per Zio Pesce.Blog – ogni riproduzione vietata

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