Apistogramma borellii: un nanetto per tutti!
Apistogramma borellii varietà Opal

Apistogramma borellii: un nanetto per tutti!

Un po’ di biologia

Poco conosciuto e un po’ snobbato, ho avuto il piacere di avere una nutrita schiera di questi simpatici e poco esigenti Ciclidi Nani una trentina di anni orsono.

Non è mai riuscito ad imporsi, sebbene alcune verità molto comuni come la cosiddetta “Opal” posseggono una colorazione da fare invidia alle specie più rinomate, proprio perché nei negozi, non essendo in condizioni ottimali, non sfoggia le sue potenzialità cromatiche e anzi rimane di un anonimo grigio/marrone senza catturare l’attenzione degli appassionati che mediamente si rivolgono verso specie dalla colorazione più accesa e accattivante.

Un bel primo piano di un maschio di Apistogramma borellii Opal

Sebbene molto robusto ed adattabile (vedremo poi come e dove è stato rinvenuto in natura), solo se le condizioni ambientali sono ottimali, non tanto di parametri fisico chimici dato che ha un confort range ampissimo bensì come arredamento, potrà far risaltare la sua colorazione completamente. Come per tutti gli Apistogramma sono i maschi ad essere i “pavoni” con colori iridescenti e spettacolari, mentre le femmine sono per lo più grigio/marroni e solo nel momento della riproduzione assumono la classica colorazione “gialla” comune a tutte le femmine del genere.

Apistogramma borellii femmina in fase non riproduttiva: il colore giallo è più smorto e mancano le bande nere sugli occhi
Apistogramma borellii femmina con viraggio di colore in fase riproduttiva: il giallo si intensifica e le bande nere sugli occhi si accentuano

Apistogramma borelli pesce d’acqua temperata

 

Distribuito e nei corsi d’acqua laterali dei bacini idrografici di Rio Paranà, fiume Uruguay e fiume Paraguay su un ampio areale tra sud Brasile, Uruguay, Paraguay e Argentina, è la specie che si trova più a sud rispetto agli altri appartenenti al genere. In letteratura vengono riportati siti di ritrovamento di Apistogramma borellii in cui in inverno è stata rilevata una temperatura delle acque intorno ai 6/7 gradi. http://www.dwarfcichlid.com/Apistogramma_borellii.php

Alla luce di queste osservazioni può essere annoverata tra le specie di acqua temperata come molti altri suoi conterranei (Gymnocorymbus ternetzi, Corydoras paleatus, Hyphessobrycon anisitsi,…..) e quindi in inverno non necessita di riscaldatore.

Per quanto riguarda i valori biochimici di riferimento la specie ha un ampio comfort range che va da un pH da 6 a 8 e GH da 1 a oltre 20; ovviamente il top è un GH di 5/10 e pH lievemente sotto il 7.

A. borellii Opal maschio
A. borellii Opal maschio

Habitat ideale

Apistogramma borellii è forse tra gli appartenenti al genere, la specie meno esigente e più piccola (il maschio raramente supera i 6 cm e la femmina i 4). Per questo motivo non sarebbe da allevare in vasca di comunità (come del resto tutti gli altri Apistogramma), dove patirebbe terribilmente la competizione alimentare di specie più veloci e voraci e che lo porterebbero in breve tempo a sviluppare flagellati, classica malattia da stress.

La sua casa ideale dovrebbe essere una vasca di capacità non inferiore ai 30/40 L, fittamente piantumata, con un fondale di sabbia fine (anche loro amano fondi non grossolani) e con un letto di foglie secche (quercia, castagno, ……… ma non catappa poiché influirebbe troppo sul pH) che però devono ricoprire solo una piccola parte del fondale. Cambi regolari e alimentazione variata che comprenda almeno un paio di volte la settimana mangime surgelato come chironomus e artemia, consentono di mantenere in salute e longevità questo piccolo gioiello.

Apistogramma borellii femmina: il colore giallo accentuato e la fascia nera sugli occhi indicano disponibilità riproduttiva. Segnali che verranno captati poi dagli avannotti come guida
Apistogramma borellii femmina colta tra la fitta vegetazione, basilare per il loro benessere
Apistogramma borellii femmina: sono in genere più riservate dei maschi e amano rimanere nascoste

Compagni di vasca ideali piccoli caracidi di acqua temperata (Paracheirodon inensi) o Ciprinidi dalle stesse esigenze ambientali (Tanichthys micagemmae o albonubes e Microrasbora Galaxy/Danio margaritatus ). Anche i Corydoras possono accompagnare i nostri piccoli amici, ma solo quelli di piccole dimensioni come Pygmaesu, Habrosus, Hastatus e simili. Spesso viene associato al classico Corydoras paleatus, ma specie di dimensioni medio/grandi, sebbene non arrechino danno ai Borelli, perforano facilmente le cure parentali dei riproduttori riuscendo a banchettare con uova e avannotti: ai fini riproduttivi le specie di Corydoras di maggiori dimensioni sono assolutamente sconsigliate.

Un bellissimo maschio dominante, in tutto il suo splendore. Negli A. borellii le pinne ventrali prolungate indicano lo status sociale e di salute
Un giovane maschio di A. borellii con pinne ventrali meno allungate ma con i prolungamenti sempre evidenti

Riprodurli è facile

Come per gli altri Apistogramma, anche i Borellii vivono in harem, con un maschio dominante. Se per una coppia una vasca da 30/40 L può essere sufficiente ai fini riproduttivi e di spazio vitale, una vasca di queste dimensioni diventa stretta nel caso volessimo introdurre 2 o più femmine, per le quali bisogna considerare circa 20 L per femmina. Nel caso di un maschio lo spazio da considerare è almeno il doppio.

Acqua pulita e alimentazione abbondante e variata portano in breve i pesci, ad una temperatura di almeno 22°C, alla riproduzione: i maschi adulti accendono i loro colori rendendoli ancora più vividi e scintillanti e le femmine diventano di un bellissimo giallo limone.

Un pezzo di noce di cocco, un coccio di vaso, una piccola anfora, un legno o anche più semplicemente grosse foglie adagiate sul fondale, fungono da casa per le loro uova che verranno deposte nella parte più profonda e buia della cavità e curate esclusivamente dalla femmina, mentre invece il maschio i limita a difendere il territorio circostante. Le uova impiegheranno circa 3-4 giorni per schiudersi e dopo altri 4 giorni, gli avannotti, riassorbito il sacco vitellino, usciranno dal rifugio alla ricerca di cibo, guidati dalla madre e sorvegliati a distanza dal padre, che non li attaccherà mai, anche perché la femmina diventerà molto aggressiva e tenderà a scacciare il maschio se troppo vicino. I piccoli si cibano di piccole creature bentoniche e di finissimo cibo polverizzato, ma se vogliamo consentire uno sviluppo ottimale senza perdite è indispensabile la somministrazione almeno 2 volte al giorno di naupli di artemia appena schiusi per almeno un mese. Fino ai 3 mesi manterranno una colorazione grigio/marrone molto mimetica. Solo successivamente i colori inizieranno a smascherare i sessi con i maschi dominanti che inizieranno a fare parate per stabilire le gerarchie. È possibile infatti tenere 2/3 o più maschi a patto di avere vasche sufficientemente capienti in ragione di 30/40 L a maschio e numerose barriere visive. Le femmine invece vivono all’interno del territorio dei maschi, che vengono scelti in base alla loro forza e ampiezza di territorio. Come detto precedentemente i Borelli vivono in harem, come TUTTE le altre specie appartenenti al genere Apistogramma, NON i Mikrogeophagus che vivono a coppie su un territorio.

Etologicamente vivere in harem da origine ad uno straordinario fenomeno riproduttivo (notato anche in Mikrogeophagus ramirezi qualora all’interno di una stessa vasca vi siano 2 coppie con i piccoli): l’adozione!!!! Si avete capito proprio bene. Ovviamente dobbiamo interpretare la cosa con occhi ittici e non umani; ma seguitemi in questa testimonianza che ho avuto modo di osservare svariate volte con diverse specie di Ciclidi.

Ora, per quanto riguarda i Borellii e gli altri Apistogramma, vivendo in harem composto da 1 maschio e 2/4 femmine, capita che 2 o più femmine siano disposte a deporre contemporaneamente e che contemporaneamente portino a “pascolare” i propri piccoli. Le femmine con la classica colorazione riproduttiva di uno stupendo giallo acceso sono anche molto aggressive, non esitando ad attaccare e scacciare il maschio qualora si avvicini troppo ai piccoli senza il suo permesso.

Già, ma che succede se 2 femmine si incontrano? Ehhhhhh un bel casino: sono botte, a volte anche pesanti, fino a che non viene definita una vincitrice. A questo punto la sconfitta scappa a nascondersi con la coda tra le gambe; ecco perché è fondamentale per il loro benessere predisporre molti rifugi.

Voi mi chiederete……… si ma i piccoli? Ah già dimenticavo.

Madre Natura nella sua infinita saggezza ha escogitato il grandioso stratagemma dell’adozione! Si si avete capito bene😊 Sebbene le modalità con cui avviene siano più da considerare come furto, o rapimento che dir si voglia.

In un ambiente altamente competitivo ha molte più chances una femmina esperta e più forte di portare avanti la covata rispetto ad una più debole (nei Ramirezi invece è la coppia più forte che ruba i piccoli alla coppia più debole, sempre per il medesimo concetto). E anche il nostro acquario non sfugge a questa regola: vedremo perciò la femmina vincitrice raddoppiare la sua covata badando con la medesima e materna attenzione sia i propri che gli altrui pargoli, conquistati con grande energia.

La femmina sconfitta continuerà la sua vita, con colorazione smorta pronta a maturare nuove uova per nostra gioia……….. ma anche di quella del maschio😉.

NOTA: durante questi combattimenti per lo più dimostrazioni di forza a pinne stese e a colpi di coda, capita in rari casi che possono essere relativamente cruenti con la possibilità che le femmine si feriscano. Sono comunque ferite superficiali che guariranno in un paio di gg: qualche scaglia saltata o una pinna lacerata. In acqua buona non ci sono problemi. Qualora dovessero infettarsi, beh significa che la nostra gestione è carente e dobbiamo immediatamente farci un esame di coscienza per individuare le nostre lacune.

Un altro maschio di Apistogramma borellii Opal dai colori scintillanti
Maschio di Apistogramma borellii Opal: la colorazione spenta indica un basso status sociale

Conclusioni

 

Apistogramma borellii è un vero gioiellino, molto robusto e con piccole attenzioni adatto anche ai principianti. La sua scarsa diffusione è dovuta soprattutto al fatto che la sua colorazione vivida compare solo in animali maturi sessualmente e in perfette condizioni ambientali: nei negozi abbiamo invece esemplari quadi sempre giovani e quasi sempre tenuti in modo molto diverso da ciò che servirebbe per farli sentire a proprio agio e quindi permettere loro di sfoderare la loro magnifica colorazione.

 

Nota: sono presenti diverse varietà, le cui denominazioni sono facilmente reperibili sul web. La mia apparteneva alla varietà “Opal” più dettagliatamente Apistogramma borellii Opal, in commercio presentato semplicemente come Apsistogamma sp. Opal

Tutti i soggetti delle foto di questo articolo sono “Opal”.

 

 

Foto e Testo: © Maurizio Vendramini per Zio Pesce.blog – ogni riproduzione vietata

 

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