Carassius auratus – il Pesce Rosso, proviamo a volergli bene!
Un bell'esemplare di Pesce Rosso

Carassius auratus – il Pesce Rosso, proviamo a volergli bene!

Chi di voi non ha mai tenuto in una boccia uno di questi simpatici animaletti?

E allo stesso tempo disperarsi perché al giorno seguente l’abbiamo visto galleggiare a pancia in su?

Conosciamolo meglio

Premessa doverosa: le bocce sono sconsigliate per vari motivi, in particolare perché lo spazio di nuoto è ridotto e impedisce uno sviluppo armonioso ed equilibrato dei nostri pesciolini, il che a lungo andare potrebbe produrre deformazioni alla colonna vertebrale della bestiolina. Per cui: BOCCE? NO GRAZIE!!!!!!

Ora se vogliamo evitare di fare le macabre scoperte del giorno dopo, sarà bene soffermarci su alcune buone regole che ci permetteranno di mantenere in ottima salute per anni questi silenziosi e colorati ospiti delle nostre case.

Per prima cosa bisogna sapere che il pesce rosso è quasi esclusivamente vegetariano o per meglio dire è onnivoro con predilezione per i vegetali, da qui la sua golosità per alimenti come pane e biscotti, che però hanno la tendenza una volta in acqua di assorbirla e a gonfiarsi: ciò provoca, se ingeriti in modo eccessivo, la lacerazione dello stomaco dei pesci!

Quindi evitiamo la merendina GRAZIE!

A volte non sono proprio ROSSI......

L’alimentazione

Le sue preferenze alimentari sono estremamente vantaggiose per noi tutti, poiché ci permette di nutrirlo con qualsiasi tipo di mangime secco e liofilizzato che troviamo in commercio: attenzione però, perché il suo apparato digerente a volte può ammalarsi per questo motivo, in quanto il normale mangime commerciale (fiocchi in particolare) è povero di scorie  e potrebbe provocare blocchi intestinali con relative infezioni, che possono evolvere facilmente in peritoniti e provocare la morte dell’animale; sono le varietà di selezione come gli Oranda a patire questa problematica, poiché a causa della deformazione corporea, vengono compressi tutti gli organi interni ed aumentate le anse intestinali (la selezione umana interviene esternamente, ma non internamente, così l’intestino rimane lungo uguale ma in meno spazio), rallentando la peristalsi.

Un Testa di Leone, una delle innumerevoli selezioni di questo pesce

Un pesce con problemi intestinali ha disfunzioni nel galleggiamento e tende a galleggiare a pancia all’aria come un palloncino, rimanendo però vispo e vivace, ma con il nuoto compromesso.

A questo punto nella maggioranza dei casi l’animale è quasi perduto; si può tentare il recupero tramite una dieta esclusivamente a base di piselli lessati, oppure altre medicine reperibili nei negozi specializzati: nei casi più gravi è possibile l’uso di antibiotici (un veterinario potrà consigliarvi quello più adatto per le malattie interne dei pesci); quest’ultima soluzione prevede anche l’innalzamento della temperatura ad almeno 28 C° e forte areazione.

Pertanto come di consueto vale la solita regola “prevenire è meglio che curare”.

Si, ma come?

E’utile associare mangimi vegetali per pesci, oppure utilizzare esclusivamente cibo di alta qualità apposito per Pesci Rossi; non dovrebbe mai mancare almeno  2/3 volte alla settimana la verdura lessata come i piselli appunto, broccoli, cavoli, spinaci e zucchine bolliti, che nelle varietà di selezione diventa indispensabile alla loro salute (per queste varietà pregiate vale la regola: un pisellino al giorno toglie il veterinario di torno).

La dieta potrà essere integrata con qualche mosca o altro insetto che gironzola per la casa e anche qualche pezzo di lombrico che troveremo in giardino. Anche i Gammarus (i normali gamberetti essiccati per le tartarughe) avendo un esoscheletro importante, contribuiscono a fornire scorie e ad aiutare a pulire il pancino dei nostri amici.

I pesci devono essere nutriti almeno 2 o più volte al dì:

IMPORTANTE NON SOMMINISTRARE MAI PIÙ’ CIBO DI QUELLO CHE VIENE CONSUMATO IN 20/30 SECONDI, verdura a parte, la quale verrà sbocconcellata allegramente dal pesce rosso nel corso della giornata.

Le altre malattie possono essere dovute a funghi o a batteri e si manifestano con pinne chiuse o corrose e con macchie bianche sulle stesse o sul corpo.

Sono soggetti anche ad Ictio (malattia dei puntini bianchi) se indeboliti per qualche motivo o mal nutriti.

Un giovane Oranda con una forma acuta di Ictio-Malattia dei Puntini Bianchi: piccoli puntini ricoprono il corpo, le pinne sembrano chiuse e rigide e hanno i capillari infiammati
Primo piano della pinna caudale ricoperta di puntini.
Evidenti i capillari: se non si interviene questa malattia porta alla morte. Colpisce soprattutto pesci indeboliti e stressati

In ogni caso qualsiasi negoziante può fornirci il rimedio adatto, fermo restando che la prevenzione attraverso un’alimentazione abbondante e variata e cambi d’acqua regolari, elimineranno al 99,99% le possibili cause di patologie.

Come deve essere la sua casa?

Altro fattore importante è la “casa” del nostro amico pinnuto: ideale sarebbe un laghetto esterno con capacità di almeno 300 L, ricco di vegetazione acquatica; se si opta per un allevamento “Indoor”, l’acquario dovrebbe essere abbastanza grande per garantire il normale sviluppo dei Pesci Rossi e poiché vive in gruppo, dovremo considerare circa 30/40 litri a soggetto (da adulti, anche se tenuti in casa, possono superare i 15/20 cm di lunghezza), e cmq mai inferiore ai 100/150 L.

Deve avere forma di parallelepipedo, possibilmente sviluppato più in lunghezza che in altezza.

Un filtro capiente e potente per mantenere l’igiene è fondamentale per garantire longevità a questi esserini, che non dimentichiamo possono vivere fino a 30 anni in laghetto (poi vedremo il perché) e intorno ai 15 se tenuti in casa; è quindi consigliabile un cambio parziale regolare una volta la settimana (o anche più se necessario), massimo ogni 15 gg, in ragione del 20%/40% della capacità della vasca, svolgendo periodicamente anche la manutenzione dei filtri e la pulizia del fondale che non deve essere alto (non dobbiamo far crescere piante acquatiche, al massimo possiamo usare dei vasi) in modo da agevolare la pulizia e costituito da ghiaietto di circa 0,5 cm di diametro.

Piante robuste e muschi acquatici completano l’arredamento; a mio avviso per loro è importante anche una consistente crescita algale che va a completare la loro alimentazione ed aiuta a stabilizzare l’ecosistema.

Quando nascono cosa fare?

Muschi e alghe hanno la non secondaria funzione di fungere da substrato di deposizione e rifugio per i piccoli.

Una volta raggiunta la maturità sessuale (in genere 2 anni per i maschi e 3 per le femmine) non è difficile ottenere la deposizione delle uova (ogni femmina può produrne 100.000 per Kg di peso), stimolata proprio dal substrato vegetale; in acquario avviene un paio di volte all’anno, soprattutto con le varietà pregiate e cioè nel tardo autunno e a metà primavera.

Allorquando l’istinto chiama, vedremo i nostri pesci agitatissimi inseguirsi per tutta la vasca, con le femmine incalzate anche da più maschi che cercheranno di intrufolarsi tra i muschi della vasca dove affiancate dal/dai maschi, con un leggero fremito rilasceranno le uova.

Se la deposizione avviene in acquario conviene rimuovere il substrato pieno di uova e riporlo un una vaschetta allestita allo scopo, con aeratore, luce e piante acquatiche: durante il trasporto le uova non temono l’esposizione all’aria a patto che non sia prolungata.

In laghetto succede la stessa cosa tra la fine di aprile e l’inizio di maggio, quando la temperatura raggiunge i 18/20°C; in esterno sarebbe opportuno predisporre una zona con colonna d’acqua di 20 cm al massimo adibita a canneto o fittamente piantumata, ambiente prediletto per i nostri pesciolini rossi dove agitatissimi e guizzanti quasi fuor d’acqua, daranno vita ad una nuova generazione.

Uova in schiusa: si vedono gli occhietti

Ma torniamo alle uova, palline di quasi 2 mm di diametro; una volta deposte nell’intrico della vegetazione, schiudono a seconda delle temperature nell’arco di 5/10 giorni dando vita a minuscoli esserini di meno di mezzo cm di lunghezza dotati di sacco vitellino che viene riassorbito, rimanendo attaccati alla vegetazione, in 3/5 gg.

Un pesce rosso neonato
Un neonato paragonato ad una punta di spillo

Una volta esaurite le scorte alimentari questi esserini trasparenti iniziano a nutrirsi avidamente di piccole particelle alimentari. In laghetto non dobbiamo intervenire poiché se sano ed equilibrato trovano autonomamente ciò che a loro serve per crescere; se invece li alleviamo in casa possiamo fornire naupli di artemia appena schiusi oppure fine mangime sbriciolato (il tasso di crescita sarà inferiore). Mano a mano che crescono, diventano pesci rossi in miniatura ma di color bronzo; solo dopo i 60 giorni se esposti a temperatura superiore ai 20°C, compare il pigmento colorato e se lo sviluppo è normale raggiungono la taglia commerciale intorno ai 6 mesi..

Cucu'...... in attesa del decollo.....
Sto in una goccia
Ho 4 giorni e sono pronto per la pappa
Esiste un ulteriore modo per riprodurre i pesci rossi e cioè quello artificiale effettuato da professionisti: si tratta di individuare i riproduttori uno ad uno; una volta selezionati quelli maturi si cattura dapprima la femmina con mani bagnate o meglio con guanti, si preme leggermente sui fianchi per far uscire le uova che si possono anche raccogliere con un bicchierino privo di acqua, entro 1 minuto si fa la stessa cosa con il maschio per raccogliere il seme. Solo a questo punto raccoglieremo una piccola quantità di acqua e misceleremo il tutto. Al termine dell’operazione la maggioranza delle uova avrà aderito al contenitore che dovrà essere messo a riposo in una vaschetta con cambi quotidiani anche del 20% e ossigenato con una pietra porosa. Una volta sgusciati gli avannotti si seguirà la procedura normale per la gestione degli avannotti.
I pesci che ho utilizzato per la riproduzione artificiale: il maschio
I fianchi tondeggianti denotano la femmina
La raccolta delle uova
Appena raccolte e fecondate
Dopo circa 5 giorni
Primo piano con gli occhietti
Il risultato
Il risultato della spremitura dopo 40 gg
Dopo 60 gg
Dopo 90 giorni genitori diversi ma stesso sistema

Al freddo vivono di più

Ricordo che l’allevamento in esterno oltre a fornire maggiore spazio e la possibilità di offrire mangime naturale (soprattutto alghe e insetti che cadono in acqua) comporta diversi vantaggi: farli svernare a temperatura basse (loro sono programmati dalla Natura per questo) ne aumenta la longevità, poiché i mesi trascorsi al freddo con metabolismo ridotto ne allungano la vita rallentando l’invecchiamento……. Una specie di ibernazione!

Ricordo a tutti che a tale proposito, quando la temperatura dell’acqua scende al disotto dei 12°C, i pesci per quanto apparentemente attivi, cadono in torpore e smettono di nutrirsi; pertanto anche noi dovremo rispettare questo fermo alimentare, che ci aiuterà ad evitare possibili blocchi intestinali dovuti al rallentamento della peristalsi conseguenza del metabolismo ribassato a causa delle basse temperature.

Il rallentamento metabolico favorisce con il rialzo delle temperature la riproduzione; per questo è preferibile ove possibile allevarli “outdoor”, condizione che porterà giovamento anche alla colorazione: l’alimentazione diversa (insetti proteici e  alghe irradiate dai raggi solari) contribuiscono ad intensificarla; tali benefici sono riscontabili anche nelle varietà di selezione meno elaborate: i TRE CODE più belli li ho visti in laghetto!!!!

Sebbene anche per le varietà più pregiate di Oranda (Bubble Eye, Ranchu, Telescopio, ecc…….) sia consigliabile seguire un andamento termico stagionale, sarebbe opportuno non farle svernare all’aperto ma a temperature superiori ai 10°C. Superfluo se non addirittura dannoso invece è il riscaldatore.

In laghetto l’alimentazione deve fungere non tanto come supporto alimentare (se ben equilibrato offre ai pesci tutto ciò che occorre) quanto motivo di addomesticamento per far avvicinare i pesci e poter cosi verificare il loro stato di salute.

A volte però questa fiducia è pericolosa in presenza di potenziali predatori come gatti o uccelli e quindi sarebbe opportuno valutare la presenza di possibili pericoli prima di farli diventare come cagnolini😊

Loro sono davvero molto robusti, chiedono così poco, sopportano situazioni estreme e sopravvivono a condizioni in cui altri pesci non resisterebbero 1 minuto, ma……….. vogliamoli bene ai Pesciolini Rossi😊

Io al mio amico Ciccio gli ho voluto molto bene……. https://www.youtube.com/watch?v=fJ_NEqcdE8c&list=PL4S1zcbSpjmdCKo3NOBLCnA4Jw0tZ_8PH&index=19

Foto e Testo: © Maurizio Vendramini per Zio Pesce.blog – ogni riproduzione vietata

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