Melanotaenia praecox: guizzi di azzurro facili da riprodurre e allevare
Una bellissima coppia di esemplari di 2 anni: in alto la femmina in basso il maschio

Melanotaenia praecox: guizzi di azzurro facili da riprodurre e allevare

Ed eccoci di nuovo qui a parlare di un altro piccolo gioiello che ha sgauzzato nelle mie vasche: Melanotaenia praecox.

Come mia consuetudine non mi dilungherò in ben note e comuni disquisizioni bibliografiche su provenienza e altre informazioni di pubblico dominio, bensì a una storia/esperienza vera, che possa come sempre contribuire ad ampliare la conoscenza della specie ittiche tropicali presenti nei nostri acquari.

Buona lettura😊

Un bell'esemplare maschio che nuota in una vasca ben piantumata

La prima volta che vidi questo pesciolino fu intorno al 1994 in uno dei più grandi ed attrezzati negozi di Milano; quello che subito notai furono due particolari, anzi per l’esattezza tre: le piccole dimensioni, il colore azzurro iridescente e il prezzo incredibilmente elevato, circa 90.000 lire!!!!! (45€) !!!!! per un pesciolino della grandezza di un Neon o di un Tanichthys; fattore quest’ultimo che mi dissuase dall’acquisto, anche perché per avere un senso in acquario, date le dimensioni, bisognava acquistarne un branco.

Erano i primi anni ‘90 e ben presto questo grazioso pesciolino si diffuse sempre di più nei negozi e in casa degli appassionati grazie anche al fatto che il prezzo divenne accettabile.

Nello foto di seguito esemplari di Melanotaenia boesemani e  trifasciata, le cugine più grandi della  M. praecox. Hanno medesime esigenze e comportamento ma gli spazi a loro disposizione devono essere meggiori: almeno 150L!
Un esemplare di Melanotaenia boesemani, il cugino più grande delle nostre Praecox; i maschi possono superare i 10/12 cm
Melanotaenia boesemani
Altro parente più grande: la bellissimo Melanotaenia trifasciata

E veniamo al dunque; agli inizi del ’97, presso il grossista da cui lavoravo, arrivarono un centinaio di Praecox provenienti dalla Germania in ottima salute e che nonostante il prezzo, ebbero un notevole successo presso i negozianti; decidemmo quindi di effettuare l’ordine successivo da Singapore dove i prezzi dei pesci tropicali, si sa, sono estremamente bassi ma haimè anche la qualità. La seconda partita di Melanotaenie in un primo momento sembrava in ottima salute ma dopo un paio di giorni accusammo alcune perdite; decisi quindi di intervenire con sale e blu di metilene per interrompere la moria. La cura sortì gli effetti desiderati ed in meno di una settimana i pesci avevano riacquistato vitalità, colori, ma soprattutto erano comparsi degli avannotti nel filtro. Fu questo il motivo per il quale mi convinsi a portare a casa, dopo una decina di giorni, gli ultimi tre esemplari scampati alle vendite: 1 bellissimo maschio e 2 femmine.

In queste  foto  altre cugine della nostra Praecox: le meravigliose Melanotaenia lacustris, di taglia leggermente maggiore e dai bellissimi riflessi Blu acceso. Si allevano nello stesso modo ma necessitano di vasce almeno di 100/120 L
Melanotaenia lacustris: la gibbosità indica un maschio
Sopra una femmina e sotto un maschio di M. lacustris
Un giovane maschio di M. lacustris

Non potendoli mettere nel mio acquario olandese per via dei valori biochimici estremamente bassi e conoscendo le esigenze di questi pesci che vogliono acqua fresca e mediamente dura, optai per una vaschetta da 15 litri con filtro sottosabbia ed un ciuffo di muschio di giava come arredamento; settimanalmente effettuavo cambi parziali di un terzo utilizzando acqua di rubinetto preventivamente trattata con biocondizionatore.

Evidente il dimorfismo sessuale: il maschio in basso ha pinne arancio acceso o rosse e se ha più di 1 anno è presente una gibbosità, oltre a raggiungere maggiori dimensioni. La femmina rimane leggermente più piccola e ha pinne arancio pallido e corporatura più snella

Sinceramente non so quali siano le situazioni ideali con cui si riproducono questi pesci, fatto sta che il trio mi regalava quotidianamente da uno a tre avannotti che io prelevavo e inserivo nella vasca di accrescimento della capienza di una decina di litri. Dalle mie osservazioni ho potuto constatare che i maschi delle Praecox sono dei veri e propri “mandrilli”; infatti il “beato tra le donne” non dava tregua ne’ all’una ne’ all’altra femmina con i risultati sopra descritti; purtroppo gli adulti intravedono nella prole uno spuntino di facile appetito, pertanto se il mio intervento non era tempestivo i piccoli facevano una brutta fine.

Personalmente ho potuto osservare deposizioni e nascite quotidiane, facendomi supporre che, nonostante i 15 l i pesci si sentivano perfettamente a loro agio; fattore determinante di questo benessere ritengo siano stati principalmente i frequenti cambi parziali ed in misura minore il cibo variato (le Praecox sono voraci e non vanno tanto per il sottile quando c’è qualcosa di commestibile) sebbene abbia sicuramente contribuito; in ogni caso un buon cibo secco con qualche aggiunta di surgelato quando capita sono più che sufficienti per avere pesci sani e longevi.

Un giovane maschio: si riconosce dalle pinne rosse
Una giovane femmina

Ma torniamo alla riproduzione che a mio avviso è la più facile tra i pesci ovipari; a parte la raccolta degli avannotti in vasca monospecifica e ricca di vegetazione, un altro buon sistema per avere una produzione continua  di avannotti è quella di avere due ciuffi di Muschio di Giava, ovviamente dei riproduttori, e due vaschette con la medesima qualità di acqua; a questo punto il gioco è fatto: settimanalmente si scambiano i ciuffi di muschio di Giava; in parole povere si preleva quello nella vasca dei riproduttori e lo si deposita nella vasca “asilo” e viceversa , dato che presumibilmente alle uova occorrono 2 o 3 giorni per schiudere. In genere effettuo il cambio una volta la settimana per dar modo a tutte le uova di schiudersi; si ottengono così dai 5 ai 20 e oltre avannotti la settimana.

Un maschio di quasi 1 anno: mano a mano che maturano la gibbosità diventa sempre più evidente
Ancora una femmina

Quando si effettua il trasferimento del muschio non ci si deve preoccupare se le uova vengono in contatto con l’aria poiché non vengono assolutamente danneggiate, a patto che non perdano umidità: prova ne è che alcune piante prelevate dalla vaschetta dei riproduttori e tenute per circa 48 ore in un sacchetto di plastica chiuso (ovviamente ignoravo che vi fossero uova) e nuovamente immesse in un altro acquario, passati 5 giorni hanno dato alla luce alcune piccole Melanotaenie!!!!!

Uova di Praecox in schiusa: amano spesso appiccicare le uova a radici di piante acquatiche galleggianti - Foto by Antonio Guagnano
Uova di Praecox ingrandite: si vedono gli occhietti degli avannotti - Foto by Antonio Guagnano

Purtroppo non ho ma potuto contare quante uova deponessero (empiricamente penso non più di 10/15 al giorno), anche perché con tutti i piccoli che ottenevo non ho mai approfondito questa osservazione.

Le Praecox neonate misurano circa 3,5 mm ma per fortuna mangiano proprio di tutto e possiamo utilizzare, oltre agli infusori, qualsiasi mangime commerciale   per avannotti: prima finemente polverizzato e successivamente dei fiocchi finemente sbriciolati; niente a che vedere quindi col palato ultra raffinato dei piccoli Caracidi, che richiedono nei primi giorni di vita la somministrazione esclusivamente di mangime vivo microscopico. Ma non è tutto.

Una volta deciso di trasferire i tre allegri, coloratissimi e prolifici pesciolini in una vasca più capiente, ho trovato nella vaschetta immaginate un po’ cosa? Ma certamente, avete indovinato: 2 avannotti che ho lasciato al loro destino in una vasca ricca di vegetazione galleggiante (e quindi piena di piccole creature), non nutrendoli appositamente in quanto conscio delle loro capacità alimentari; ovviamente se fossero stati un numero maggiore avrei dovuto integrare con apposite somministrazioni di cibo, ma in effetti la mia supposizione era fondata e i due pesciolini dopo un mese, misuravano circa 1 cm e, ricongiunti ai loro fratellini maggiori, si sono dimostrati famelici nutrendosi avidamente di tutto quello che era commestibile senza dimostrare particolari titubanze di fronte al mangime artificiale a cui le altre giovani Praecox erano abituate.

Da quello che avrete dedotto da queste mie righe è logico pensare che la Melanotaenia praecox sia un pesce rustico e facilissimo da allevare: personalmente le ho tenute sia in acqua dura e alcalina che in acqua tenera e acida senza notare particolari differenze a livello di salute e longevità.

Avannotto di un mese e poco meno di 1 cm - Foto by Antonio Guagnano

Ritengo invece che siano molto sensibili alla carica batterica e all’acqua inquinata. La nota negativa, se proprio vogliamo cercare il pelo nell’uovo o l’ago in un pagliaio 😊, è rappresentata dalla crescita abbastanza lenta se paragonata a quella di Caracidi o Ciprinidi che in due o tre mesi, se correttamente allevati, sono già di taglia commerciale (2/3 cm almeno). Altro fattore da tenere in considerazione per il benessere della specie: le temperature elevate (28/30c°) vengono tollerate a fatica.

Le Melanotaenia praecox, le cui dimensioni si aggirano intorno ai 5/6 cm per le femmine e ai 6/7 cm per i maschi, dovrebbero essere allevate in gruppo e non meno di 6/8 esemplari, in vasche ampie (almeno 80L) ben piantumate e con molta corrente poiché sono veloci nuotatori; si lo so qualcuno dirà: eh, ma te le hai tenute in una vaschetta…….. vero ma è stato solo temporaneamente, visto che dopo un paio di mesi di uova la loro destinazione finale è stata una vasca di 150 L; oltre le dimensioni il dimorfismo sessuale di questo pesce è reso evidente da pinne e forma: pinne arancio tendente al rosso nei maschi; arancio pallido, invece, nelle femmine che anno anche una corporatura più longilinea ed idrodinamica non avendo la caratteristica “gobba”, prerogativa esclusivamente dei maschi di una certa età.

Un avannotto di 2 mesi e di 1,5 cm - Foto by Antonio Guagnano

Un pesce che vale la pena allevare almeno una volta nelle nostre vasche, possibilmente in folti sciami, dove il luccichio azzurro/metallico dei loro guizzi veloci ricorda in qualche modo i pesci pelagici marini, mentre il comportamento e la potenza nel nuoto ricorda quello dei Temoli: pronti anche da acqua profonde a partire verso la superficie per abboccare una preda.

 

Colgo l’occasione per ringraziare l’amico Tony Guagnano (lo trovate su FB) per la gentile concessione delle sue foto.

 

Ciao e alla prossima 😊

 

Foto e Testo: © Maurizio Vendramini per Zio Pesce.blog – ogni riproduzione vietata

Foto: © Antonio Guagnano – ogni riproduzione vietata

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