Al momento stai visualizzando Pelvicachromis pulcher: quando le cure parentali sono arte.
Pelvicachromis pulcher

Pelvicachromis pulcher: quando le cure parentali sono arte.

Iniziamo a conoscerlo

Originario della Nigeria meridionale, è oggi ampiamente diffuso in acquariofilia grazie alla facilità di allevamento e riproduzione.

E’annoverato tra i Cilcidi nani, difatti il maschio in acquario in genere non supera i 10 cm, la femmina raramente va oltre i 6.

P. pulcher maschio
P. pulcher femmina

Largamente diffuso in acquariofilia sia per robustezza e facilità di allevamento (si adatta a diversi tipi di condizioni biochimiche dell’acqua, vivendo persino in acqua salmastra), sia per le minime esigenze alimentari (per mantenerlo in condizioni ottimali è sufficiente un normale mangime secco) sia per gli sgargianti colori che mostrano gli esemplari adulti in particolare durante il periodo riproduttivo.

Di carattere docile e mansueto, il suo temperamento si infuoca in fase riproduttiva dove la sua aggressività cresce esponenzialmente allorquando deve allontanare altri coinquilini dalle vicinanze della prole: per pesci lenti nel nuoto o dalle pinne lunghe, in assenza di barriere visive e fitta vegetazione o in vasche troppo piccole  può diventare estremamente pericoloso per gli altri abitanti nell’intento di difendere i propri piccoli.

 

Una vasca ricca di piante è la casa ideale: i Pelvicachromis non danneggiano le piante se ben nutriti

 

 

Dimorfismo sessuale

Il dimorfismo sessuale è molto pronunciato: i maschi hanno la pinna caudale a “goccia” mentre nella femmina è tonda ed è attraversata orizzontalmente da una striscia scura; nei maschi le pinne pettorali e quella dorsale sono appuntite e nella femmina arrotondate; sulla dorsale della femmina sono sempre presenti alcuni ocelli neri, mentre nel maschio sono per lo più assenti o meno evidenti sia come grandezza che come quantità. Inoltre quando la femmina è disponibile ad accoppiarsi presente la classica macchia ventrale rossa che in fase di pre-accoppiamento può diventare viola/purpurea: una gioia per i nostri occhi!

L’arte delle cure parentali.

La prerogativa senza dubbio più affascinante per l’appassionato sono le cure parentali nei confronti della loro prole che questi pesci esercitano pesci esercitano in modo magistrale per lungo tempo.

Femmina di P. pulcher con i piccoli: i colori sono al massimo
Maschio di P. pulcher in livrea riproduttiva

 

 

 

 

 

 

Dotati di un forte istinto di cura, guidano i loro piccoli per diverse settimane all’interno dell’acquario: attraverso segnali speciali, come movimenti particolari delle pinne e mutamenti di colore, impartiscono ai propri avannotti ordini diversi, come quello di nuotare verso la superficie o acquattarsi sul fondo allorquando si presenta un pericolo.

Inoltre sono in grado di “timerizzare” il rientro nella tana, generalmente un’anfora, un coccio o una fossetta sotto una pietra piatta, alcuni minuti prima dello spegnimento delle luci: raccolgono in bocca i piccoli e li adagiano all’interno della tana dove si introduce anche la femmina per vigilare sui propri pargoli mentre il maschio pattuglia il territorio scacciando veementemente qualunque creatura si avvicini alla propria casa.

È importante quindi che la luce nella vasca venga spenta sempre alla stessa ora, per non far calare il buio di sorpresa che potrebbe far perdere ai genitori il contatto con i piccoli con conseguenze poco felici.

Diversamente da altri ciclidi, in particolare sudamericani come gli appartenenti al genere Pterophyllum, Apistogramma, Microgeophagus, Laetacara, non necessitano di luce lunare in primo luogo perché i piccoli vengono portati in rifugi sicuri e in secondo luogo proprio per la capacità di timerizzare l’ora della “nanna” con lo spegnimento delle luci in vasca.

Sono pesci di facile riproduzione: una vasca di una cinquantina di L con durezza media e pH neutro, temperatura intorno ai 25°C e ben piantumata rappresenta una casa ideale per la nostra coppia di Pelvicachromis; sabbia o ghiaino sul fondo assieme a qualche sasso e piccola pietra concludono l’arredamento per questi pesciolini poco esigenti. Come tana sono ottimali le mezze noci di cocco o anfore in terra cotta.

Al contrario di molti altri generei di Ciclidi in cui le coppie si scelgono spontaneamente all’interno di un gruppo di giovani, nei P. pulcher nella maggioranza dei casi è sufficiente inserire un maschio e una femmina sessualmente maturi affinché si formi una coppia stabile, il che ci facilita non poco la strategia di gestione della riproduzione

Come “culla” i Pelvicacromis scelgono sempre degli anfratti bui sul fondo dell’acquario, come anfore (già descritte in precedenza), gusci di noci di cocco, cocci di vaso, legni o sassi. I pesci iniziano a corteggiarsi vibrando, mostrando dei colori vivacissimi e scavando entrambi una buchetta sotto il substrato prescelto per la deposizione o nelle immediate vicinanze. Nell’arco di qualche giorno, o settimana, a seconda del grado di maturazione delle uova nel corpo della femmina ma soprattutto dell’affiatamento della coppia, avverrà la deposizione all’interno della tana: mi è capitato spesso di osservare che la femmina prediliga incollare, curiosamente, le proprie uova sul “soffitto” della stessa; per fare ciò sia maschio che femmina durante l’accoppiamento si posizionano a “dorso in giù”.

 

La noce di cocco rovesciata è la culla ideale per i Pelvicachromis

 

Dopo 3 giorni dalla deposizione, ad una temperatura intorno ai 25°C, avverrà la schiusa degli avannotti dotati di un grosso sacco vitelline e lunghi pochi mm, costantemente accuditi da entrambi i genitori.

Ci vorranno altri 4 giorni affinché una nuvoletta di minuscoli pesciolini seguano come pulcini papà e mamma Pelvicachromis. Come nutrimento assumono cibo finemente sbriciolato, anche se con cibo vivo, come naupli di artemia salina, la crescita è inequivocabilmente più rapida.

Utile integrazione alla loro dieta è costituita dal cosiddetto “Aufwuch” una specie di invisibile patina algale, sempre presente in vasche “mature”, su cui stazionano miriadi di creature microscopiche di cui i piccoli Pelvicachromis vanno ghiotti.

 

La bella femmina di Debora che guida i suoi piccoli

 

In generale l’accrescimento degli avannotti non presenta mai problemi, nemmeno con alimentazione esclusivamente artificiale, il che ne fa una “ottima palestra” per capire alcune dinamiche riproduttive al fine poi di dedicarsi a specie ben più impegnative. Ma proprio la particolarità dei piccoli di brucare su qualunque superficie, ci impone di proteggere con una calza qualunque bocca di aspirazione di filtri o pompe di movimento, pena la perdita dell’intera covata!!!!

 

Sempre la femmina di Debora con i “pulcini”

 

Durante le cure parentali i genitori mostrano una forte aggressività diventando pericolosi per gli altri pesci, in particolare eventuali coinquilini con pinne lunghe e nuoto lento possono subire gli attacchi violenti dei genitori, che possono lacerare le pinne e provocare ferite profonde.

 

Un bel primo piano di mamma e piccoli by Debora

 

Pesci rapidi nei movimenti possono invece sopportare senza troppi danni questi attacchi, soprattutto in presenza di folta vegetazione. Pertanto se si vuole tentare la riproduzione in compagnia anche di altre specie occorre una vasca superiore al metro di lunghezza, con ricca vegetazione e barriere visive per permettere agli altri ospiti di trovare protezione dagli attacchi dei Pelvicachromis: senza tali accortezze ho visto una sola coppia costringere in un angolo una 30ina di caracidi vari.

Qualora invece optassimo per inserire in vasca dedicata la coppia possiamo partire dai 30 L a seconda della grandezza dei riproduttori.

Pelvicachromis pulcher grazie alla sgargiante livrea, alle minime esigenze alimentari, all’adattabilità a tutte le condizioni di acqua e alla facilità di riproduzione è sicuramente da annoverare tra le specie più interessanti sia per l’acquariofilo esperto che per il principiante.

 

NOTA: esistono in commercio, sebbene meno diffuse, anche altre specie di Pelvicachromis dal comportamento pressoché uguale; in particolare cito P. subocellatus e P. taeniatus, delle quali esistono diverse varietà cromatiche in base alle zone di provenienza; sebbene si tratti di specie simili, sono meno rustiche e bisogna prestare particolare attenzione ai valori biochimici, alla qualità dell’acqua e all’alimentazione.

Pertanto il loro allevamento è riservato all’appassionato più esperto.

Come chicca finale qualche foto di P. taeniatus dell’amico Antonio.

 

La bellissima coppia di Pelvicachromis taeniatus Nigeria Red dell’amico Antonio: saranno protagonisti della prossima storia!

 

Piccoli di P. taeniatus sorvegliati dal maschio
P. taeniatus con piccoli in vasca di comunità

 

 

 

 

 

Ciao e alla prossima 😊

 

Foto e Testo: © Maurizio Vendramini per Zio Pesce.blog – ogni riproduzione vietata

Si ringrazia Debora Riga per la concessione delle foto dei suoi P. pulcher

Lascia un commento