RASBORA HETEROMORPHA: un ospite simpatico e poco esigente.
Un esemplare femmina - nel riquadro un piccolo di 72 ore

RASBORA HETEROMORPHA: un ospite simpatico e poco esigente.

Un altro ospite spesso presente nelle nostre vasche ma che ai più rimane sconosciuta la parte più affascinante e particolare del loto allevamento: il loro particolare modo di riprodursi capovolti 😊

 

 

Come Vivono

Il pesce Arlecchino è sicuramente una conoscenza comune alla stragrande maggioranza degli acquariofili. Il suo nome volgare deriva dalla particolare macchia triangolare che ricorda vagamente il costume dell’arcinota maschera.

Originario delle acque scure del Sud Est asiatico, è ormai oggi diffuso in tutto il mondo

Amante delle acque scure, tenere e acide dei piccoli ruscelli che bagnano quelle zone, è altresì estremamente rustico e facilmente adattabile a qualsiasi tipo di acqua, compresa quella che sgorga dai rubinetti di una grande città come Milano, sebbene in acque tenere e acide la loro livrea diventa più accesa; in inverno possono stare anche a temperature intorno ai 21/23°C; cibo variato e cambi parziali completano il benessere di questo piccolo Ciprinide dalle scarse esigenze.

Per mantenere inalterato il suo carattere vivace e giocoso, sarebbe consigliabile possederne un gruppo di almeno 6/8 esemplari e arredare una vasca con fondo scuro e ricco di piante, in particolare Cryptocoryne tra le quali si trova a suo agio e che utilizza, come vedremo in seguito, come substrato per la deposizione.

I sessi sono facilmente distinguibili: la femmina se ben nutrita presenta il ventre sempre rigonfio di uova e una corporatura leggermente più massiccia; inoltre nel maschio la macchia triangolare si estende fino a raggiungere le pinne ventrali; nella femmina la superficie di questa macchia caratteristica è nettamente inferiore.

Il maschio si riconosce per la corporatura più snella e la maggiore ampiezza della macchia triangolare che raggiunge le pinne ventrali
La femmina ha ventre più tondeggiante e ha la macchia triangolare meno ampia oltre ad una colorazione meno "ambrata".

Come nascono

La riproduzione non è fra quelle più semplici, nemmeno per gli animali di allevamento, o meglio, il difficile è ottenere la deposizione delle uova, poiché i piccoli una volta riassorbito il sacco vitellino, si possono nutrire già con del fine mangime secco, ancor meglio con naupli di artemia appena schiusi, al contrario di altri piccoli Ciprinidi o Caracidi dove è facile avere la deposizione, ma è difficile la nutrizione delle larve a causa delle loro minute dimensioni.

Un'altra femmina piena di uova: è lei che sceglia il luogo dove deporre

 E’ conveniente inserire nella vaschetta da riproduzione (10 L) un paio di maschi e 3/4 femmine gonfie di uova, in modo tale che in gruppo la timidezza possa svanire nel più breve tempo possibile e che nel mucchio ci siano almeno un paio di femmine disposte a deporre: proprio questo è il jolly da pescare, nel senso che può capitare di trovare dei maschi ben disposti (caratteristico è il loro modo di corteggiare la femmina nuotando a 8 e incalzandola da stretto sopra il dorso), e nello stesso tempo femmine che non ne vogliono sapere di deporre; ho constatato infatti che queste ultime sono molto più selettive per quanto riguarda il substrato di deposizione e i valori chimici; ovviamente poi ci sono eccezioni che confermano la regola, ma in linea di massima devo dire che il “gentil sesso” di questa specie sia proprio viziato.

La femmina sceglie il luogo e si capovolge: se il maschio è imbranato, l'accoppiamento non avviene

Tornando alla vaschetta, potrà essere munita di un piccolo filtro (i piccoli Rasbora appena iniziano a nuotare sono lunghi poco meno di un Guppy  neonato anche se incredibilmente più sottili ) dato che si nutrono già dal primo giorno di nuoto, come anzi detto, di cibo grossolano e non di microrganismi che un eventuale filtraggio tenderebbe a risucchiare; dovrà avere preferibilmente fondo scuro e acqua filtrata con torba (anche se questo accorgimento non è indispensabile), fitta vegetazione (esclusivamente Cryptocoryne o al massimo Anubias ) faranno sentire a proprio agio i pesciolini e li stimoleranno a deporre.

I valori biochimici dovrebbero essere relativamente bassi: pH intorno al 6,5 (meglio 6); un paio di gradi di durezza (meglio una conduttività intorno ai100 m§) e la temperatura intorno ai 25°C.

Dopo 24/48 ore dall’inserimento dei riproduttori, nella tarda mattinata, dovrebbe avvenire la deposizione.

Un ruolo importante lo giuoca il maschio nell’essere tempista nell’accostamento al fianco della compagna e avere un sufficiente affiatamento e “grinta”. Il maschio che dimostrerà di saperci fare di più sarà il nostro stallone. A questo punto possiamo anche togliere gli altri pesci, che sarebbero solo di disturbo, a patto che non ci siano altre femmine predisposte: in tal caso si può optare a una riproduzione multipla badando di non avere maschi dispari che sarebbero oltremodo fastidiosi.

Sotto una foglia di Anubias
La femmina sceglie il posto; se il maschio è sveglio, attento e veloce avverrà l'accoppiamento
il maschio raggiunge una femmina e le si affianca
Il maschio cinge poi la schiena della femmina. Spesso ci sono intrusi arrivati in "ritardo" costretti a gaurdare!!!

L’accoppiamento avviene nuotando sul dorso (praticamente sottosopra) e adagiandosi sulla pagina inferiore di una foglia: a questo punto (come nei Tanictis) il maschio cinge col peduncolo caudale la schiena della compagna e con un leggero fremito vengono espulse le uova (in media una decina ad accoppiamento) che sono relativamente grandi per un pesciolino di queste dimensioni: cira 1,5 mm  di diametro; alcune rimarranno appiccicate al di sotto della foglia, altre cadranno sul fondo.

I due animali amoreggeranno così per 4 o 5 ore, al termine delle quali una femmina può arrivare a deporre anche 200 uova; c’è da osservare che non tutti gli affiancamenti del maschio si concludono con un accoppiamento vero e proprio: in media quello buono avviene una volta su dieci.

I pesci si affiancano
Il maschio cinge con il peduncolo caudale la femmina
Stringendola a se viene espulso lo sperma ed appiccicate le uova sulla pagina inferiore della piante
A deposizione avvenuta i pesci si distaccano nuotando via
La femmina a volte sceglie superfici lisce verticali o oblique: alcuni allevatori utilizzano al posto di foglie lastre verdi di plastica
In gruppo perdono timidezza ma poi è maglio selezionare una coppia affiatata e rimuovere gli altri.
Il momento in cui le Rasbora heteromorpha si accoppiano. Nello specifico sotto una foglia di Cryptocoryne. Altri conspecifici possono addirittura interrompere l'atto.

Tendenzialmente, se ben nutrite, le Rasbore non divorano le proprie uova, pertanto non è indispensabile la rete sul fondo come protezione.

Le uova delle R. heteromorpha sono mediamente più grandi rispetto a quelle di altri piccoli Ciprinidi
Circa 1,5 mm di diametro
Ambra...... il colore della vita...... come in Jurassik Park

24/36 ore dopo sgusciano le larvette che rimangono appese alla vegetazione attraverso un lungo filamento adesivo (come i Megalomphodus).

Quattro giorni dopo nuotano liberamente: virgoline grigie di 4 mm di lunghezza dal nuoto vivace e voracissimi.

Un avannotto appena sgusciato dall'uovo
Un neonato attaccato ad una foglia con il filamento adesivo
Un altro neonato
a 24 ore gli occhi sono abbozzati

Come crescono

Se nutriti adeguatamente (preferibilmente con naupli di Artemia), un mese dopo comparirà la macchiolina triangolare, rendendo ancora più buffe le mini Rasbora.

Una piccola Rasbora a circa 30 ore di vita: gli occhi stanno prendendo forma
Una giovane Rasbora a circa 2 gg di vita
A 3 giorni le piccole Rasbore rimangono ancora ferme sebbene abbiano le carte in regola per nuotare
Le Rasbore a 4 giorni si mettono il bavaglino: i naupli di artemia offrono maggiori garanzie di crescita e sopravvivenza, ma anche con fine mangime secco possiamo avere una discreta resa

Volevo qui sottolineare che, sebbene si nutrano da subito di fine mangime, l’allevamento per il primo mese di vita con cibo vivo (naupli di Artemia) ci consentirà di dimezzare le perdite e triplicare il ritmo di crescita.

Non dimentichiamo mai dei cambi parziali settimanali del 30%; potremo avere degli intervalli così lunghi proprio perché date le dimensioni degli avannotti e del relativo cibo da somministrare, possiamo permetterci il lusso del filtro, cosa impossibile, almeno nelle prime 2 o 3 settimane, per l’allevamento di altri avannotti.

Gli adulti tollerano anche avannotti molto giovani: vediamo oltre ad alcune piccole Rasbora heteromorpha di circa 40 gg un Tanichthys di pari età

Sicuramente la parte più difficile è convincere i riproduttori a rilasciare le uova e oltre agli accorgimenti sopra indicati un ulteriore fattore predisponente è una certa tranquillità davanti alla vaschetta, luce soffusa e, non dimentichiamo, abbondante vegetazione costituita da Cryptocoryne Wendtii, poiché sembra, a mio avviso, che abbia una pagina inferiore della foglia particolarmente gradita ai riproduttori. Fondamentale per questi ultimi una dieta abbondante quanto variata.

E mio gradito intento, con questi piccoli suggerimenti, aver contribuito ad accrescere la conoscenza di questi graziosi pesciolini, da tutti conosciuti troppo spesso solo in modo superficiale.

 

Ciao a tutti.

Foto e Testo: © Maurizio Vendramini per Zio Pesce.blog – ogni riproduzione vietata

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